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backpakers’ galera tour
Forse avevo anticipitato ai piccoli zombetti di Admageddon la presenza di una cella in casa mia, al XXIV di Arundel…ebbene esiste davvero e potrei organizzare dei galera tour (tipo ghost tour o pub tour cari agli yankee) per backpakers curiosi, seviziarli e creare gingilli con i loro resti decorandovi anche la cella, un po’ alla frate cappuccino, un po’ alla psicopatico del qasso. 
Non so bene quanti metri quadri calpestabili ci siano per la bellezza di un centinaio di eurodolla la settimana, ma di sicuro manca il condizionatore, il ventilatore e la finestra si apre su di un grazioso corridoio interno ricoperto di aeternit che scalda come un crematorio alla luce del tramonto. Non ci sono ovviamente armadi ma una spaziosa scrivania permette di stipare tutto cio’ di cui puo’ necessitare uno studente, magari internazionale, per i suoi meschini bisogni.
I passanti con la vescica piena godono nel buttare un occhio in galera mentre passano per andare a pisciare:dimenticavo infatti di dire che la galera confina con i cessi del piano terra… potrei anche metterci, con l’ausilio del doc.blec una hostess armata di rasoio. Ma no, ci pensera’ la manager burocrate a posteggiarci un prigioniero. Nitronerd la tua stanza era lusso in confronto, e parlo di quella sulla Nomentana nel 1898.





Ok, prima prova. Primo interrogativo: come si carica la foto tessera dell’intervento sopra ?
glande! qasso! fisciai? noto con piacere la lampada che non serve a riscaldare come credi la stanza (perchè infatti metterla sopra il letto, quando il calore sale in alto e tu dormi in basso), ma a bruciare le blatte che cominciano a volare non appena chiudi gli occhi.
quanto descrivi nel primo paragrafo l’hanno comunque già fatto! si chiama the hostel, fiction cinematografica per backpackers anglosassoni e timorosi. tratto da una storia vera: una notte al chandra con la admageddon crew.
per quanto riguarda l’inserimento delle immagini, ecco le istrussioni:
Woooa
non ho fatto in tempo ad inserire il post sulla galera che la spietata amministrazione di Arundel St. ha trovato un giovane da vezzeggiare per 155 audolla la settimana (fate i conti di quanto costi al mese la cella, considerando che un mese = 28 gg e dunque XIII le mensilita’ totali).
Ma in fondo me ne sbatto perche’ a fronte del mio affitto aumentato di 7 ausdolla la settimana, la scoloshit e’ stata magicamente incrementata di mille uerodolla circa all’anno – woooa bis
Comunque il prigioniero e’ canadese , studente di medicina di esplicite origini indiane (ti ricorda niente nitronerd? si casso, assomiglia pure a lord vilas)
PS: e’ successo qualcosa all’intervento : ora visualizzo due foto nell’articolo, una non ci dovrebbe essere e rovina la mia perfetta impaginazione.
Fish-eye? ormai una lente inutile (forse lo e’ sempre stata) – ho scattato una sequenza di foto dlla stanza ed una con cambio di prospettiva del soffitto della stessa ; poi con Photoshit le ho amalgamate (in maniera automatica e volece per ottenere un risultato rozzo ma d’effetto).
Bhe, mi sembra una buona offerta considerando che a Roma un loculo abitativo di 2mt x 2mt da soartire con simpatici amichi te lo fanno pagare con la vita.
Ma sopratutto: di cosa si lamentano i foreigners in australia?? L’indin/canadian guy poteva andare in una qualunque altra meta più economica/meno ostile con i foreigners/più formativa salvaguardando la propria qualità della vita, anzichè fare una scelta novecentesca e optare per Sidney.
Sono io l’esperto di loculi e devo dire che la cella in questione somiglia ad una suite piuttosto che ad un loculo.
In questo momento il loculo e’ abitato: dopo la fuga del canadese-indiano integralista religioso ora e’ giunta dalla Cina con furore una tipa che di nome da “Hermosa”, nome che evidentemente deve avergli affibbiato un professore di inglese con notevole senso dell’umorismo.
La “Bella” sta già impazzendo:
1-ha rivestito la sua unica finestra e la porta a vetri del suo loculo con della carta adesiva marrone affinchè non filtri neppure più un raggio di luce (mi ricorda quella di ameba e Burdel)
2-ha affisso il solito cartello rompipalle chiedendo ai “cari” coinquilini -che evidentemente già odia- di fare piano quando vanno a cagare dopo mezzanotte (ricordate: vive sulla via del cesso…)sottolineando l’orario di rosso
3-ha tentato di incularmi lo spazio vitale in frigo, ma ho intrepidamente resistito
4-quando esce dalla tana è solo per brevi apparizioni e fughe
Ma di sicuro è meglio del ragno rompipalle logorroico che ora, chissà come mai, ha già smesso di rompermi il qasso “for the sake of talking”. Presto le dedicherò un intervento;per ora basti sapere che si chiama “rattana” (ratto,puttana? forse nella sua lingua però significa “bella topa”? Altro senso dell’umorismo paterno sprecato).
beh, anche io mi sarei sigillato sapendo che ogni cassone che va a cagare può buttare l’occhio mentre mi scaccolo beato in camera mia.
anzi, probabilmente avrei incollato la carta copri vetro proprio con le caccole.
dacci dentro con ‘ste fotostori e facce vede rattana!