SOMALI PIRATES

Somali pirates: they will fuck you up and steal your cookies. Questo post non vuol dire un qasso. L’ho messo semplicemente perchè mi piacevano foto e frase a effetto.

In ho scritto la tesi di Gestione di Crisi (ne ho fatto una seconda in Responsabilità Sociale di Impresa) su un argomento simile, la gestione dei gruppi ribelli da parte della Shell Nigeria nel Delta del fiume Niger. Il mio obiettivo era dimostrare come un approccio manageriale responsabile risponda ad esigenze più razionali ed economiche. Ovviamente avevo tutti i professori contro, mentre qualche attivista invasato faceva il tifo per me (non capendo che col suo atteggiamento comprometteva la mia credibilità).

Ad ogni modo dati alla mano ho cercato di dimostrare come le spese sostenute dalla Shell Nigeria per:

  • finanziare gruppi mercenari,
  • corrompere governi locali,
  • “importare” manodopera specializzata dall’estero
  • pagare i riscatti/riparare le infrastrutture soggette ad azioni di sabotaggio
  • gestire le cause legali contro le popolazioni locali e i gruppi di difesa dei diritti umani ad alta visibilità mediatica

non solo avrebbero mancato il ritorno sull’investimento (ROI), ma sarebbero state fonte di perdita. Sono stato ovviamente promosso con merito (eccheqass, sono sempre un dannato genio alternativo), ma il relatore mi ha liquidato con un bruciante “son belle parole ma il mondo reale funziona diversamente”.

Da qualche mese si sono inaspriti gli scontri con i gruppi armati nigeriani e la Shell è stata condannata a multe milionarie per la partecipazione all’impiccagione di alcuni oppositori politici (fra cui ken saro wiwa). Si tratta di un evento senza precedenti nella storia delle multinazionali, che apre la strada a parecchie nuove cause in grado di arrecare grosse perdite alle aziende “criminali”. Qasso, pur volendolo fare, per pigrizia non ho ancora cercato l’email del mio relatore australiano per spedirgli du’ righe: “Benvenuto tu nel mondo reale”.

Ora che siete a conoscenza delle mie doti, potete chiamarmi “Il profeta”.