Tags

Related Posts

Share This

Ho qualche problema (h)a ca(r)pire

Leggo un articolo sul Corriere della Sera on-line:

Titolo: “Ecologista italiano nel carcere russo, perché non dobbiamo dimenticarlo. Cristian D’Alessandro è stato arrestato dopo un blitz di Greenpeace su una piattaforma Gazprom nell’Artico

Estratto 1, incipit : “Cristian è il giovane napoletano rinchiuso nel carcere di Murmansk, in Russia. Assieme ad altri 30 attivisti di Greenpeace provenienti da diversi Paesi ha tentato di scalare una piattaforma petrolifera nel mare di Barents appartenente al colosso energetico russo Gazprom. Arrestati, sono stati accusati di pirateria: la pena prevista arriva fino a 15 anni di detenzione”.

Estratto 2, conclusione: “MANIFESTAZIONE PACIFICA – Invece Cristian è stato arrestato per aver preso parte a una manifestazione di protesta pacifica, esercitando quello che è un diritto elementare riconosciuto in ogni Paese civile. Ed è adesso nelle mani di un regime autoritario dove la magistratura è docile strumento delle autorità e commina sentenze a seconda del capriccio dei governanti”.

L’ appello per salvargli il culo si intitola “colpevole di pacifismo“.

A questo punto sono confuso. Viviamo in un paese (l’ItaGlia) dove é terrorismo anche sputare in terra se si é di fronte ad un cantiere TAV (distruzione del paesaggio italiano, inquinamento del suolo, spesa inutile della Repubblica etc.). Mentre assaltare con un gommone una piattaforma petrolifera é protesta pacifica. Gli studenti in ItaGlia vengono pestati ad ogni manifestazione, ma l’appello da firmare é per un tizio che sapeva benissimo a cosa sarebbe potuto andare incontro (i metodi di Greenpeace sono noti a tutti, soprattutto penso e spero agli attivisti).

Domanda: Cristian, casso, non sapeva che le sue azioni avrebbero avuto delle conseguenze? Pensava davvero di scalare una piattaforma russa, fare qualcosa su detta piattaforma (pisciare in mare?) per poi fuggire via col gommone verso nuove avventure? Sapeva o no che vuol dire Russia oggi, Gazprom, petroldolla etc. ? Oppure pensava di immolarsi per la causa, era cosciente del fatto che sarebbe stato fermato e dunque sperava (??) di essere solamente preso a calci in culo dai russi, sospinto verso l’Italia, patria dove l’avrebbero accolto a pacche sulle spalle?

Gazprom non é meglio di un qualunque produttore di petrolio, senza scrupoli e senza etica (vedi Eni in Congo, BP in Messico, Shell nell’artico, vedi i paesi arabi produttori etc.), su questo non ci piove. Ma Greenpeace potrebbe organizzarsi meglio, frignare di meno o almeno spiegare ai propri “pacifisti” che ogni azione ha una diretta conseguenza, soprattutto se compiuta in un paese non democratico.

No tags for this post.